Azioni Saipem: nuovi acquisti dopo la conversione dello Scarabeo 5?
In una nuova giornata caratterizzata da debolezza per Piazza Affari, le azioni Saipem cercano di non arrendersi alle vendite grazie anche ad alcune notizie provenienti dalla società. La controllata di Eni ha comunicato di aver completato la conversione dell'unità di perforazione semisommergibile Scarabeo 5, in un impianto galleggiante per la separazione degli idrocarburi e la compressione del gas.
La conversione dello Scarabeo 5 arriva a distanza di due anni, quando l'azienda aveva ricevuto da Eni un contratto in Congo nell’ambito del Progetto Congo LNG, che rappresentava il primo progetto di liquefazione di gas naturale del Paese. Le attività della società guidata da Alessandro Puliti riguardavano l'ingegneria, l'approvvigionamento, la costruzione, il trasporto e la messa in esercizio della nuova unità da installare al largo della costa della Repubblica del Congo. Lo Scarabeo 5, costruito in Italia all’inizio degli anni 90, rappresenta una delle migliori unità della sua generazione, motivo per il quale è stato scelto come asset per la conversione in impianto galleggiante per il trattamento del gas. L'operazione di conversione da parte di Saipem, oltre a rappresentare un ulteriore dimostrazione della capacità di esecuzione in fast-track, conferma la capacità del gruppo di generare valore condiviso grazie alle tecnologie avanzate.
Azioni Saipem: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come stanno rispondendo le azioni Saipem sulla Borsa italiana. È una nuova giornata all'insegna degli acquisti, la quinta consecutiva, con i prezzi che si avviano a testare i massimi degli ultimi 6 mesi posti nei pressi dei 2,5 euro. Dal punto di vista operativo il superamento di queste aree resistenziali andrebbe a rafforzare la tendenza di medio periodo, con prossimi obiettivi i 2,55 euro e successivamente i 2,625-2,65 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere messi alle spalle, aumenterebbero le possibilità per andare a mettere sotto pressione i top degli ultimi 36 mesi situati sui 2,75-2,77 euro. In questo contesto eventuali prese di beneficio che dovessero riportare le quotazioni verso i 2,30 euro, dove troviamo l'indicatore giornaliero del Supertrend, potrebbero essere viste come nuove occasioni di acquisto.
Al contrario la perdita dei 2,3 euro dovrebbero mettere in un angolo il trend di medio termine rialzista, aprendo la strada a una fase correttiva. In questo caso il primo target sarebbe situato sui minimi dello scorso mese di luglio in area 2,2 euro. La perdita di tali supporti dovrebbe far proseguire le vendite prima in direzione dei 2,125 euro e successivamente verso la soglia dei 2 euro. Fondamentale diventerebbe non perdere questi ultimi sostegni, per evitare che le azioni possano proseguire il ribasso fin verso gli 1,85 euro, con target intermedi sugli 1,90 euro.
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